Piano di rilancio del Nuorese, 55 milioni. Rinascono l’oasi di Tepilora e il Gennargentu-Mandrolisai

La Regione mette i soldi sopra i "tavoli" allargati agli imprenditori locali. Lotta alla crisi economica e sociale del cuore dell'Isola. All'orizzonte anche la creazione di zone franche.

Le zone interne della Sardegna “sono all’attenzione costante della Giunta che, attraverso numerosi e coordinati interventi, lavora per rilanciarne economia, sviluppo e occupazione”. Lunedì 3 aprile è l’assessore regionale della Programmazione, Raffaele Paci, per l’intera giornata nel Nuorese, ad avviare due tavoli istituzionali all’interno della strategia di programmazione territoriale. 

In mattinata a Bitti, nella sala convegni Ex giudice di pace, prende il via il tavolo istituzionale della Unione dei Comuni del Montalbo per il progetto di valorizzazione dell’area di rilevanza strategica “Parco di Tepilora”, fortemente voluto dalle comunità locali. Nel pomeriggio, nella biblioteca comunale di Oliena, via al  tavolo della Comunità Montana Nuorese Gennargentu Supramonte Barbagia per il progetto di valorizzazione dell’area di rilevanza strategica “Su Suercone”.

In entrambi i casi i tavoli vegono allargati al partenariato socio-economico. Irrinunciabile, secondo la filosofia alla base della programmazione territoriale, la presenza di imprenditori locali che partecipino ai progetti di sviluppo presentati dai Comuni. Dunque programmazione territoriale, ma non solo. I tavoli si affiancano a una serie di altri interventi dedicati proprio alle zone interne: la Snai, Strategia nazionale per le aree interne, che oltre a finanziare il progetto Alta Marmilla ormai in dirittura d’arrivo finanzia anche il Gennargentu-Mandrolisai, “ripescato” grazie al pressing della Giunta sul Governo nazionale, con circa 8 milioni di euro ciascuno; il piano di rilancio del Nuorese, in capo all’assessore regionale degli Affari Generali, Filippo Spanu, che la scorsa settimana ha nuovamente incontrato la cabina di regia, con i primi 15 progetti già pronti per il finanziamento su cui entro aprile deve pronunciarsi il gruppo tecnico interassessoriale e che entro maggio saranno operativi (su altre 13 idee progettuali la procedura di valutazione deve concludersi entro luglio). Il piano, da 55 milioni, procede nel pieno rispetto del cronoprogramma concordato per favorire, in sintonia con le vocazioni storiche e le singole specificità, lo sviluppo integrato di un territorio, come quello del Nuorese, pesantemente colpito dalla crisi economica e sociale. E ancora, interventi per la città di Nuoro e per l’Area Vasta e ipotesi di fiscalità di vantaggio su cui verranno avviati appositi tavoli di confronto e approfondimento per individuare le soluzioni operative.

“Crediamo fortemente nelle potenzialità delle zone interne, perché da questi territori può venire una forza enorme: qui c’è una forte identità, ci sono prodotti e risorse unici al mondo, agroalimentare ma anche ambiente, artigianato, arte e cultura” dice Paci. “Proprio la globalizzazione, se ben giocata, può essere per queste zone una possibilità molto importante, grazie a una domanda di turismo da parte di milioni di persone che vogliono diversificazione. Noi, con le nostre aree interne, possiamo offrire tutto questo se non stiamo isolati in piccoli gruppi ma stiamo assieme e uniamo le forze. Su questa convinzione si snodano tutti i nostri interventi nelle aree interne: chiediamo ai territori di elaborare progetti concentrandosi sui loro punti di forza e la Regione, da parte sua, li accompagna e finanzia. Le zone interne sono una ricchezza e una risorsa da valorizzare per creare quelle condizioni di sviluppo e lavoro che mettano anche i giovani nelle condizioni di poter restare. Verso questo obiettivo – conclude Paci – l’impegno dell’intera Giunta resta massimo”.