Quando i Dire Straits scrissero Telegraph Road

“Stavo viaggiando lungo la strada [nei pressi di Detroit, Michigan][…], lungo la Via del Telegrafo che si srotolava davanti a me infinita. E comincia a pensare, mi domandai come quella stessa strada sarebbe dovuto apparire quando ancora non era stata costruita. Ed ecco come è nata la canzone. In realtà ero seduto davanti in questo pullmann.”

Il telegrafo (dal greco tele, lontano, e graphein, scrittura) era, un tempo, lo strumento più usato per trasmettere informazioni, codificate secondo un particolare linguaggio detto codice morse (dal nome del suo inventore Samuel Morse), a lunga distanza. La prima parte della canzone traccia un affresco della figura solitaria del pioniere che, aprendo nuovi sentieri, ha permesso la posatura dei pali del telegrafo e la rapida comunicazione tra punti molto distanti del mondo.

Nella seconda parte della canzone l’autore prende spunto dalla radio, evoluzione del radiotelegrafo, strumento che permetteva di trasmettere codice attraverso l’aria, quasi per sottolineare le differenze tra la società contemporanea, globale ma imprigionata in sè stessa come un’auto nel traffico, e quella antica, selvaggia ma molto più libera.

Dopo aver rivisto questo live, non scordando Tunnel of love o Sultans of swing, mi chiedo come mai i Dire Straits non sono ai vertici di una qualsiasi Hall of Fame, Musica, poesia, voce… semplicemente sublimi!

Telegraph Road, testo
A long time ago came a man on a track
walking thirty miles with a pack on his back
and he put down his load where he thought it was the best
made a home in the wilderness
he built a cabin and a winter store
and he ploughed up the ground by the cold lake shore
and the other travellers came riding down the track
and they never went further, no, they never went back
then came the churches then came the schools
then came the lawyers then came the rules
then came the trains and the trucks with their loads
and the dirty old track was the telegraph roadThen came the mines – then came the ore
then there was the hard times then there was a war
telegraph sang a song about the world outside
telegraph road got so deep and so wide
like a rolling riverAnd my radio says tonight it’s gonna freeze
people driving home from the factories
there’s six lanes of traffic
three lanes moving slowI used to like to go to work but they shut it down
I got a right to go to work but there’s no work here to be found
yes and they say we’re gonna have to pay what’s owed
we’re gonna have to reap from some seed that’s been sowed
and the birds up on the wires and the telegraph poles
they can always fly away from this rain and this cold
you can hear them singing out their telegraph code
all the way down the telegraph roadYou know I’d sooner forget but I remember those nights
when life was just a bet on a race between the lights
you had your head on my shoulder you had your hand in my hair
now you act a little colder like you don’t seem to care
but believe in me baby and I’ll take you away
from out of this darkness and into the day
from these rivers of headlights these rivers of rain
from the anger that lives on the streets with these names
‘cos I’ve run every red light on memory lane
I’ve seen desperation explode into flames
and I don’t want to see it againFrom all of these signs saying sorry but we’re closed
all the way down the telegraph road
La via del Telegrafo, traduzione
Molto tempo un uomo arrivava lungo un sentiero
dopo aver camminato per trenta miglia con gli attrezzi sulle spalle
posava il suo sacco dove credeva fosse un buon posto
e costruiva una casa in quel luogo selvaggio
arrangiava una baracca e un rifugio per l’inverno
arava il terreno vicino alla riva di un gelido lago.
Gli altri viaggiatori arrivavano cavalcando dallo stesso sentiero
non proseguivano e non tornavano indietro
poi arrivarono le chiese, poi arrivarono le scuole
poi arrivarono gli avvocati, poi arrivarono le leggi
poi arrivarono i treni coi vagoni carichi
e il polveroso e vecchio sentiero divenne la strada del telegrafo
poi arrivarono le miniere, poi arrivarono i minerali
poi vennero tempi duri, poi scoppiò una guerra
il telegrafo cantava canzoni da tutto il mondo
la strada del telegrafo diventò così profonda e così vasta…
come un fiume tumultuoso…la mia radio dice che stanotte gelerà
le persone tornano in auto dalle fabbriche
ci sono sei corsie di ingorgo
tre corsie a passo d’uomo…Solitamente mi piaceva andare a lavorare, ma loro hanno chiuso
ho il diritto di lavorare, ma di lavoro non ce n’è
sì, e vogliono che paghiamo quello che è dovuto
dobbiamo mietere il raccolto dei semi che sono stati piantati
gli uccelli alti sui fili e sui pali del telegrafo
possono sempre scappare da questo freddo e questa pioggia
puoi sentirli cantare il loro codice morse
per tutta il tempo lungo la strada del telegrafosai che vorrei dimenticare presto, ma che ricorderò queste notti
quando la vita era solo una scommessa tra le luci
avevi la testa sulle mie spalle, la tua mano nei miei capelli
adesso ti comporti freddamente, come se non te ne importasse
ma credi a me, ragazza, e ti porterò via
fuori da questa oscurità, nella luce del giorno
da questi fiumi di fari, da questi fiumi di pioggia
dall’odio che vive nelle strade con questi nomi
perchè ho superato ogni semaforo rosso lungo la via della memoria
ho visto la disperazione esplodere in fiamme
e non voglio vederlo ancoraDa tutti questi segni chiediamo scusa ma siamo chiusi
per tutta il tempo lungo la strada del telegrafo

 
 

 

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