Sassari contribuisce alla lotta ai tumori con il grafene

Un’alternativa alla chemioterapia, più selettiva e meno invasiva, grazie ad una sorta di grafene intelligente, un materiale costituito da carbonio. È il promettente risultato di uno studio dell’Università degli Studi di Sassari, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “Angewandte Chemie”. L’autore principale è Lucia Gemma Delogu, biochimico e ricercatrice del Dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Ateneo, che ha coordinato una squadra interdisciplinare e internazionale.

La ricercatrice spiega: “Abbiamo scoperto che un particolare tipo di grafene è in grado di eliminare in modo selettivo i monociti (cellule del sangue). Questa proprietà biologica ci ha spinto a credere che questo materiale fosse in grado di uccidere selettivamente le cellule tumorali di pazienti con leucemia mielomonocitica e non è tossico per le cellule sane presenti nel sangue e dell’organismo in generale”.

La ricerca è stata effettuata in stretta collaborazione con Claudio Fozza, oncoematologo e ricercatore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Sassari, che sottolinea: “Il nostro lavoro potrebbe aprire interessanti scenari per la messa a punto di nuove terapie. Naturalmente i risultati fino ad ora ottenuti in laboratorio dovranno essere confermati in vivo”.

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